Rassegna stampa
In questa pagina, una selezione di articoli della stampa nazionale che parlano
dei Cantori della Resurrezione.
| La Nuova Sardegna - 29 Ottobre 2006 |
"Il concerto ha visto applaudito protagonista il gruppo vocale dei Cantori della Resurrezione, reduce dalla partecipazione al prestigioso festival di Palestrina accanto ai migliori complessi vocali europei. Il coro turitano ha proposto uno stimolante viaggio attorno alla figura della donna ritratta nei più vari atteggiamenti da Antonio Sanna che ha ripreso materiali della tradizione sarda e li ha ripensati alla sua maniera, cioè attraverso il raffinato filtro di cinque secoli di produzione polifonica europea. Il coro ha affrontato questo viaggio con quella freschezza vocale, quella spontaneità e quella capacità di emozionare l'ascoltatore ormai note al pubblico che segue i cantori"
A. Ligios
| La Nuova Sardegna - 27 Novembre 2006 |
"Naturalmente la scelta (di antichi codici) è stata favorita e potenziata dalle bellissime musiche scritte da Antonio Sanna e splendidamente eseguite dai Cantori della resurrezione"
L. Sole
| La Nuova Sardegna - 7 Novembre 2005 |
"Anche in questa occasione (programma: I lamenti), come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, i Cantori turritani hanno confermato una felice disposizione vocale per questo repertorio affrontato con compostezza ed equilibrio ma allo stesso tempo con una profonda adesione ai contenuti del testo letterario"
A. Ligios
| La Nuova Sardegna - 11 Ottobre 2005 |
«Ottima vocalità dell'ensemble, costituito da voci giovani, fresche e ben educate, che affrontano il canto con una gioia di far musica che non sempre accompagna i musicisti professionisti... I cantori hanno affrontato il brano di Praetorius (Canticum trium puerorum) con quella naturalezza, quella adeguatezza stilistica e quella rotondità del suono che rappresentano le migliori qualità di questo complesso vocale»
| La Nuova Sardegna - 8 Maggio 2003 |
«Antonio Sanna ha diretto i propri cantori e l'Ars Musicandi Ensemble sostenuto da quella capacità di penetrare la sostanza musicale e da quella competenza stilistica che sono le sue migliori doti di musicista, imprimendo alla lettura dei tre mottetti (di Bach) una leggerezza e una fluidità che hanno finito per dissimulare la complessità dell'ordito, inducendo l'ascoltatore a concentrarsi sui valori puramente espressivi. Il pubblico, che è accorso numeroso a questo primo appuntamento, ha apprezzato la qualità della proposta, tributando agli interpreti un vivo successo.»
(Antonio Ligios)
| La Nuova Sardegna - 22 Marzo 2002 |
«Le voci limpide e impeccabili dei Cantori della Resurrezione diretti da Antonio Sanna, con le soliste Simona Cerboneschi e Piera Casula, hanno assicurato al pubblico una grande emozione.»
(Antonio Ligios)
| L'Unione Sarda - 30 Gennaio 2002 |
«Con la serietà e pulizia che caratterizzano tutte le loro interpretazioni, i Cantori di Porto Torres, hanno approfondito una sezione speciale di musica sacra mettendo a confronto "Magnificat" firmati da autori diversi. Tra i versi della liturgia si fanno sentire gli echi rinascimentali di O. di Lasso, di T.Tallis e la fastosità barocca di H.Purcell, mentre un discorso a parte merita il "magnificat" di Arvo Paert. Note statiche, ieratiche, si sviluppano con sovrapposizioni di armonici vibranti. ... E nell'interpretazione dei Cantori della Resurrezione l'opera di Paert trova tutta la sua forte spiritualità costruita su note lunghe tenute tra ombreggiature e mezzi toni. Molti gli applausi di un pubblico ben più numeroso di quanto potesse essere accolto in S.Sepolcro."»
(Greca Piras)
| La Nuova Sardegna - 29 Gennaio 2002 |
«E scelgono di cominciare con la delicatezza della Missa "Già fu chi m' hebbe cara" di Palestrina, proposta in un'esecuzione dalla vocalità intensa, con appropriata cura per le sfumature. Per le voci turritane, il programma prevede una selezione di "Magnificat" spaziando da Lasso a Henry Purcell, sino al contemporaneo Arvo Paert. Pagine interpretate con precisione e chiarezza.»
(Daniela Sari)
| Diapason, Anno XVI n.52, Maggio-Agosto 2001 |
«... trascinante e fresca polifonia dei ragazzi de "I Cantori della Resurrezione" di Porto Torres in Sardegna magistralmente diretti da Antonio Sanna.»
(Monica Camici)
| In ... città - Anno IV, n.7, Luglio 2001 |
«Applausi a scena aperta per diversi minuti da parte di un pubblico delle grandi occasioni, quasi stipato nella Chiesa di Cristo Risorto ... Un generoso e sincero standing ovation da brividi per dimostrare tutto l'affetto a quell'instancabile maestro e al suo coro ... I Cantori della Resurrezione hanno deliziato i presenti con una esecuzione veramente impeccabile di cinque brani scelti dal loro repertorio.»
(Carlo Eletti)
| La Nuova Sardegna - 31 Maggio 2001 |
«Ancora una volta i Cantori della Resurrezione diretti da Antonio Sanna, alle prese con un repertorio che da sempre frequentano con assiduità, insieme ai solisti Simona Cerboneschi, Sara Pusceddu e Piera Casula hanno dato un convincente saggio di stile e di partecipazione emotiva.»
(Antonio Ligios)
| Internet - 30 Aprile 2000 |
Recensione del concerto svoltosi nel Duomo di Cagliari il 30 Aprile 2000: Bach-Oster Oratorium e Magnificat.
«Stupefacente l'esecuzione del coro "I Cantori della Resurrezione" di Porto Torres (SS). Preparati con sapiente maestria e precisione da Antonio Sanna, il quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti e vinto diversi premi per la sua abilità di preparatore corale, maturata in più di quaranta anni di direzione di cori. Esecuzione coinvolgente e "fresca" dovuta alla giovane età dell'intero organico che mediamente si aggira intorno ai 20 anni. Estremamente sentimentali nei brani caratterizzati a movimenti ritmicamente moderati, e vigorosamente precisi nell'esecuzione di movimenti allegri, caratterizzati da impegnativi passaggi di contrappunto.»
(Matteo Farinelli)
| La Nuova Sardegna - 19 Giugno 1999 |
«Nato nel 1986 come coro di voci bianche, e divenuto un formidabile coro misto estremamente versatile nelle scelte di repertorio, ma allo stesso tempo indirizzato verso un'attività sempre più specialistica ... Anche questo concerto ha confermato il valore di questo ensemble vocale formato da voci fresche, ben educate dal punto di vista vocale nonché capaci di comunicare una grande gioia del far musica ... Stilisticamente e vocalmente inappuntabile è stata l'esecuzione dei sette Pater Noster ... ma altrettanto coinvolgente è stata l'interpretazione dei sette pezzi ispirati alla musica di tradizione orale della Sardegna che lo stesso Antonio Sanna ha elaborato con spiccata sensibilità armonica.»
(Antonio Ligios)
| La Nuova Sardegna - 31 Dicembre 1998 |
«Questo aspetto (femminismo ante litteram di Hildegarda di Bingen) è stato sottolineato con forza e leggerezza dalla magistrale esecuzione dei Cantori della Resurrezione, un coro fatto in realtà di solisti, che Antonio Sanna ha diretto con grande finezza e rigore» ... «I moduli melodici hanno un andamento tipo, che si ripete grosso modo, con continui arricchimenti e varianti apparentemente impercettibili, i Cantori della Resurrezione hanno saputo dinamizzarli quasi al limite della drammatizzazione di una musicalità di per se stesso statica, giocando sulle spazialità vocaliche e sui tratti timbrici e ritmici, restituendo alla parola quel movimento drammatico che la musica apparentemente, negava.»
(Leonardo Sole)
| La Nuova Sardegna - 6 Ottobre 1998 |
«Sono senz'altro da sottolineare la chiarezza del disegno melodico, la morbidezza del suono, nel canto polifonico e la bellezza delle voci, in una interpretazione (particolarmente curata dal maestro Antonio Sanna) che non domina il testo, ma che al contrario scaturisce dal testo letterario. Nel canto gioioso dei Cantori della Resurrezione ... colpiva la grande spontaneità e l'entusiasmo giovanile che, peraltro, sembra non mancare neppure al loro affermato direttore.»
(Maria Luisa Flores)
| La Nuova Sardegna - 30 Giugno 1998 |
«Un brevissimo concerto nel concerto, il loro, che ha avuto momenti di altissima tensione e sospensione che solo la purezza delle loro voci è in grado di suscitare nel gregoriano "Victimae paschali" e nell'Ave Maria di Palestrina, così come nelle raffinate elaborazioni di alcuni brani della tradizione popolare firmate da Antonio Sanna, nella duplice veste di autore-direttore. Un accenno rapidissimo, giusto per apprezzare la versatilità, la musicalità, la vocalità antica di rara bellezza ...»
(Giampiero Cubeddu)
| Amadeus n.100, Marzo 1998 |
«Filologia sostanziale quella adottata quella adottata per l'emissione del canto e per l'impiego degli strumenti del direttore della Rappresentazione di Anima et Corpo, Antonio Sanna che ha saldamente guidato i solisti, il coro dei Cantori della Resurrezione e l'Orchestra della Cooperativa, restituendo appieno le sonorità lussureggianti di queste musiche di confine tra rinascimento e barocco.»
(Miriam Quaquero)
| L'Opera n.117, Marzo 1998 |
«Vitale e riccamente variegata la direzione di Antonio Sanna, chiamato a coordinare il suo coro dei Cantori della Resurrezione e l'orchestra della Cooperativa con l'intervento di numerosi solisti. Lo spettacolo (Rappresentazione di Anima et di Corpo di E.de Cavalieri) insomma, insieme a una indubbia omogeneità di stile e a un'amabile capacità espressiva, riusciva a restituire all'ascoltatore quella spontaneità indispensabile per eliminare la sensazione di musica "per iniziati" che tanto spesso si prova davanti a questo tipo di repertorio.»
(Alberto Mercalli)
| Amadeus, Anno X - n.2, Febbraio 1998 |
«Nella registrazione di Ad Te Levavi si coglie l'intento di presentare - oltre a un'interessante proposta musicale - un itinerario spirituale che attraversa i diversi tempi dell'anno liturgico. Direttore di riconosciuta esperienza internazionale, Sanna trova in questo ambito musicale un terreno molto congeniale, e intreccia i canti del Proprium della messa con qualche inno e sequenza, disegnandone gli archi melodici con affettuosa compostezza.»
(Miriam Quaquero)
| L'Unione Sarda - 2 Gennaio 1998 |
«Filologia sostanziale anche quella adottata dal direttore, Antonio Sanna, che ha puntualmente coordinato il suo coro dei Cantori della Resurrezione e l'Orchestra della Cooperativa con l'intervento dei numerosi solisti, restituendo appieno la ricchezza timbrica di queste musiche.»
(Miriam Quaquero)
| La Nuova Sardegna - 31 Dicembre 1997 |
Rappresentazione di "Anima et di Corpo" di Emilio de Cavalieri.
«Il coro citava visivamente le grandi pitture del rinascimento, ma soprattutto s'imponeva per intensità e appropriatezza di lettura, con adeguata cura per i particolari e gusto per le variazioni repentine, ben sostenuto in ciò dalla consapevolezza di una direzione sicura (quella di Antonio Sanna n.d.r.) e da un provato senso d'insieme.»
(Daniela Sari)
| Apostoleion di Laus 1997 anno 18° 6 187 |
«Voci stupende, con ampia estensione, dalla raffinata impostazione e ricche di armoniche vocali, si da modulare le varie melodie come una polifonia, anche se il canto era monodico. Gli attacchi erano sobri e sfumati i finali. Affascinanti le musiche, interessanti i testi liturgici.»
(Das)
| Libertà - 22 Novembre 1996 |
«Le loro voci alte, limpide, vibranti, si sono levate con sicurezza e sorprendente capacità interpretativa, conferendo al severo canto una dolcezza nuova, che ha colpito favorevolmente ... L'esecuzione dei brani è stata di ottimo livello. Le voci del coro, sempre in perfetta fusione tra loro, a tratti si alternavano con fluidità alle voci soliste, senza mai lasciar percepire uno stacco, così da creare l'impressione che un'unica voce, dapprima piena e armonicamente composita, si librasse poi libera, nitida nei vocalizzi della ornamentazione melodica.»
(Tisca)
| L'Unione Sarda - 15 Settembre 1996 |
«Stabat Mater a Ferrara: ed è subito successo ... Il Coro dei Cantori della Resurrezione ha dimostrato di essere una compagine straordinaria, capace di riporre le consuete incrostazioni esecutive e di riservare agli spettatori molte sorprese inedite. Grazie anche al virtuosismo delle soliste (Simona Cerboneschi, Silvia Serra, Piera Casula) ha catturato l'attenzione del pubblico con un'interpretazione cristallina ma viva, ricca di sfumature.»
(Miriam Quaquero)
| Pianotime, n.148 Giugno 1996 |
«Nel suggestivo allestimento di Giampiero Cubeddu veniva evidenziata l'intensità e l'espressività del declarnato di Maria Luce Bianchi, Lia Careddu e Marina Serra, i cui ritmi scanditi nel tempo dalle percussioni di Pier Paolo Strinna si inserivano nel fluttuare sonoro dello straordinario Coro femminile dei Cantori della Resurrezione: vero gioiello della realtà musicale sarda, il coro diretto da Antonio Sanna canta repertorio gregoriano e polifonia arcaica (compreso un inedito della Cattedrale di Oristano) con una purezza di suono, una coesione e una espressività di qualità stupefacente.»
(Carla di Lena)
«Un bisogno di intrecciare culture diverse, che di locale spesso hanno soltanto la circolazione, certo non la potenza o la capacità espressiva. Bastava entrare nella chiesa di San Gavino, illuminata dalle torce nello scabro allestimento di Giampiero Cubeddu, invasa dal canto gregoriano dei Cantori della Resurrezione, diretto da Antonio Sanna, per provare emozioni che solo una cultura dalle radici profonde può trasmettere.»
(Matilde Passa)
| Nuova Rivista Musicale Italiana n.4 Ottobre-Dicembre 1995 |
«Anche in quest'occasione Antonio Sanna ha dimostrato di saper tradurre con naturalezza e con grande musicalità tutte le indicazioni espressive provenienti dalla notazione neumatica, restituendo al canto gregoriano quella freschezza e quella flessibilità del fraseggio di cui ha necessità, ulteriormente valorizzate dalla pulizia vocale e dal grande affiatamento delle voci dei Cantori.»
(Antonio Ligios)
| La Nuova Sardegna - 14 Marzo 1995 |
«Protagonista di questa incisione (CD "Ad Te Levavi") è il Coro dei Cantori della Resurrezione diretto da Antonio Sanna. Il disco registrato con buona presa del suono nella Basilica di S.Pietro di Sorres, contiene una scelta di brani appartenenti a vari periodi dell'anno liturgico, eseguiti con intonazione sicura e con l'ausilio di una limpidissima vocalità. Ma quel che più colpisce nell'esecuzione dei Cantori turritani è la varietà del fraseggio che rivela un'insospettabile ricchezza espressiva del canto gregoriano, lontana da quella monotonia insita in tutte le esecuzioni di questo repertorio sino a non molti anni fa.»
(Antonio Ligios)
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