Bibliografia
Molti sono i motivi che mi hanno invogliato a curare personalmente la pubblicazione delle mie composizioni per coro ispirate alla musica religiosa e profana di tradizione orale della Sardegna. In primo luogo, il gradimento che molti dei brani composti hanno presso il pubblico che li ascolta e presso i cori che li eseguono. Sono in mano a molti, partiture avute ancora in fase di evoluzione, o pubblicazioni piene di errori in ordine alla ritmica o all'altezza dei suoni, perché non revisionate dall'autore in sede di stampa. Con questi quaderni ho inoltre la possibilità di far conoscere i brani composti in questi uitimi anni o tenuti a lungo nel cassetto. Infine, i programmi di video-scrittura musicale migliorati nel tempo, mi offrono la possibilità di presentare le partiture con maggiore precisione, anche se non assoluta.
Questi brani non sono "folklore sardo", tanto meno il tentativo di migliorarlo, ma libere interpretazioni di testi, melodie e ritmi che hanno la loro origine nel canto popolare, ma ne trascendono.
Mettere per iscritto una semplice melodia popolare, e ancor più armonizzarla a più voci è già mutarne radicalmente la natura, tanto più come ho fatto nella maggior parte dei casi, fondere spezzoni melodici di diversa provenienza; creare nuovi tessuti melodici o nuove concezioni armoniche e ritmiche; richiamare in tonalità lontane il motivo principale; usare con diversità ritmiche gli stessi disegni melodici.
Ecco perché non si trovano in questi brani melodie e armonie sarde allo stato puro, ma "nuove" composizioni che avranno valore se daranno emozioni all'intelletto e al cuore, come qualsiasi altra espressione artistica. Dei canti popolari rimangono i testi e in gran parte le melodie; mentre l'intervento dei compositore (agli ascoltatori il giudizio) è stato quello di ricrearne l'"atmosfera". Per quanto riguarda l'uso di melodie popolari e quindi non mie, mi trovo in compagnia di Bartok: «Strawinsky ha perfettamente ragione nel sostenere che la paternità dei materiale, cioè in sostanza dell'elemento puramente tematico, è dal punto di vista dell'arte una questione del tutto secondaria. Essa ha importanza soltanto per la musicologia e non interessa afffatto l'estetica.»
Nel testo letterario d'autore, ho rispettato la scrittura usata dal poeta, mentre in quello popolare ho adottato un tipo di fonetica, fra i tanti in circolazione e tutti opinabili, che favorisse nel canto, la "creazione dei suono".
Antonio Sanna